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Diritto & Pratica6 min di lettura

Deepfake sul proprio sito web: perché il gestore è responsabile — non il creatore

L’Art. 50 par. 4 del EU AI Act impone l’obbligo di trasparenza sui deepfake a chi li utilizza — cioè al gestore del sito web. Cosa si intende per deepfake, dove possono comparire inosservati e come adempiere all’obbligo.

Se c’è una disposizione del EU AI Act che i gestori di siti web dovrebbero prendere sul serio, è questa: Art. 50 par. 4. Essa richiede che i deepfake siano chiaramente indicati come generati o manipolati artificialmente — e rivolge questo obbligo a chi utilizza il contenuto. Non allo strumento di IA. Non all’agenzia. A Lei.

Cosa si intende esattamente per deepfake

Il termine è più ampio di quanto suggeriscano i titoli dei giornali. Si tratta di contenuti visivi, audio e video che assomigliano a persone, oggetti, luoghi o eventi reali e che possono apparire falsamente autentici. Questo include i casi evidenti — ad esempio, un politico che dice cose che non ha mai detto. Ma comprende anche situazioni meno eclatanti: il video-testimonianza generato dall’IA con un volto fotorealistico, la voce sintetica in un video esplicativo, la foto di gruppo animata digitalmente dopo lo scatto.

Come i deepfake finiscono sui siti web senza essere notati

  • Le agenzie video utilizzano avatar IA per ridurre i costi di produzione — e consegnano il risultato senza alcuna indicazione.
  • I team di marketing impiegano strumenti che trasformano una foto in un video parlante.
  • Le piattaforme di stock propongono sempre più spesso ritratti fotorealistici generati dall’IA, indistinguibili da scatti reali.

L’ignoranza non esonera

L’obbligo si applica all’utilizzo, non alla consapevolezza. Proprio per questo, la ricognizione dei contenuti è il primo passo fondamentale: può dichiarare solo ciò che conosce.

Come adempiere all’obbligo — senza compromettere il video

Trasparenza non significa apporre una banda rossa di avvertimento sul video. Un’indicazione discreta e sempre visibile — ad esempio una piccola etichetta nell’angolo del player — è sufficiente e non altera la produzione. Fondamentale è la permanenza: un avviso che scompare dopo tre secondi non è sufficiente.

E come per tutti i contributi di questa serie vale: orientamento tecnico, non consulenza legale. Se un contenuto specifico supera la soglia per essere considerato deepfake, in caso di dubbio, è una questione da sottoporre al Suo avvocato.

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